Storia

Pitagora - la vita e il pensiero


Brillante filosofo ed eccezionale matematico, una figura emblematica, simbolo della cultura italica, Pitagora ha acceso la mente di chi gli stava intorno e alimentato la fantasia dei successori

Pitagora

Pitagora di Samo, andato in Egitto e fattosi loro discepolo, portò in Grecia per primo lo studio di ogni genere di filosofia

Isocrate, II

Il tempo è la sfera doi ciò che avvolge le cose

Pitagora

Pitagora nacque a Samo nel 570 a.c., dopo aver frequentato la scuola di Ferecide ( uno dei sette savi ) andò ad approfondire le sue conoscenze presso i più illustri professori dell'epoca: i sacerdoti egizi.
Riuscì a trovare spazio, dopo essere stato scacciato dai sacerdoti di Menfi, presso i sacerdoti di Tebe, che lo accettarono solo dopo averlo sottoposto a una serie di prove di estrema durezza. Dopo aver appreso tutto cio che poteva in Egitto cominciò a girare il mondo ed ebbe una serie di incontri ( molti dei quali di dubbia veridicità come ad esempio quello con Numa Pompilio che dovrebbe essere morto un centinaio d'anni prima della sua nascita)che condizionarono il suo pensiero, tra i quali il più importante fu sicuramente quello con Zarathustra. In questa occasione apprese la teoria degli opposti.



Secondo Zarathustra tutto si genera dallo scontro tra il male e il bene con i rispettivi schieramenti, così con il bene scende in campo la Luce e l'Uomo e con il male Le tenebre e la Donna.


Dopo un breve soggiorno alla corte di Policrate, tiranno di Samo, in veste di tutore del figlio, sbarca in Italia e precisamente a Crotone dove fonda la sua famosa scuola di filosofia. La curiosità di questa scuola che prima balza all'occhio è la serie di regole che gli allievi si impegnavano ad osservare:
1) non mangiare le fave
2) non spezzare il pane
3) non attizzare il fuoco col ferro
4) non toccare il gallo bianco
5) non mangiare il cuore
6) non guardarti nello specchio davanti al lume
7) quando t'alzi dal letto non lasciare l'impronta del tuo corpo
8) quando togli la pignatta dal fuoco rimescola le ceneri

Diciamo subito che dare una spiegazione di queste regole sarebbe un salto nel buio, comunque rimane la curiosità soprattutto per la prima.
Aveva l'abitudine di non mostrarsi , ma mentre parlava rimaneva nascosto dietro un tenda. Era solito cominciare i suoi discorsi con una frase da cui traspare la sua democraticità: "per l'aria che respiro, per l'acqua che bevo, non sopporterò alcuna obiezione a quello che sto per dire".
Coloro che scrissero della vita di Pitagora gli attribuirono una lunga serie di miracoli e di eventi straordinari, come quando fu visto nello stesso istante sia a Crotone che a Metaponto o quando fu salutato a gran voce dal fiume Nesso che scorreva di fianco a lui. Credeva fermamente nella reincarnazione, e lui stesso, diceva di essersi reincarnato 4 volte.
Dobbiamo dire che alla lunga il carattere religioso- mistico e un po troppo bigotto della sua scuola finì con il creare dei nemici ai pitagorici e il malcontento nei Crotonesi sfociò in u partito anti-pitagora capeggiato da un certo Cilone.
Una notte la casa dove i pitagorici si riunivano venne accerchiata e incendiata, pochi si salvarono; in questa occasione Pitagora perse la vita, anche se ci sono diverse versioni sulla sua fine: c'è chi lo vuole morto subito dopo l'incendio nel campo di fave che sorgeva dietro la casa nel quale il filosofo si era trovato tentando di fuggire, chi dice che si sia rifugiato a Metaponto, dove si sarebbe lasciato morire, e chi addirittura narra che sia stato catturato la notte stessa e poi esiliato.

FILOSOFIA

Pitagora fu il primo ad usare il termine 'filosofo' , lo coniò rispondendo alla domanda del tiranno Fliunte che gli chiedeva chi fosse. Volendo parlare della dottrina di Pitagora, non avendo lui scritto nessun libro, bisogna fare riferimento agli scritti dei suoi discepoli e concentrarsi su tre argomenti fondamentali: la Metempsicosi, il Numero e la visione del Cosmo.
Per quanto riguarda la Metempsicosi non è altro che la convinzione del filosofo di essere vissuto in epoche precendenti sotto forma di uomini ma anche di piante e animali. L'anima usciva dal corpo del defunto e si reincarnava in un altro, la forma presa dipendeva dal bene e dal male che si era fatto nella vita precedente.questa teoria lo espose alla satira di contemporanei e dei posteri, non ultimo Shakespeare che nella dodicesima notte sfotte apertamente la teoria del filosofo.
L'essenza della vita, l'elemento primordiale, secondo Pitagora è rappresentato dal numero. Tutto in natura è composto da un insieme di numeri: i numeri hanno uno spessore, il numero uno è un punto (o un atomo), il numero due è una retta, il tre un piano e il quattro un solido. E siccome è sempre possibile scomporre tutto in punti, linee e piani è anche possibile scomporre in numeri. La teoria dei numeri deriva dall'osservazione pitagorica della natura, in natura tutto sembra regolato da una legge Matematica che definì Armonia. All'inizio dei tempi c'era il Caos (disordine) poi il numero uno creò gli altri numeri e l'Armonia consolidò le giuste distanze tra le cose creando così il Cosmos (ordine).
I numeri avevano una loro distinzione, c'era il dieci (tetraktys) che rappresentava un'entità divina, poi l'uno il due il tre e il quattro che formano con la loro somma appunto il dieci, erano considerati i più illustri e erano i componenti del "divino triangolo"
iii *
ii * *
i * * *
* * * *

poi ad ogni numero era assegnato un significato particolare ad esempio: l'uno rappresentava l'intelligenza, il due l'opinione (sempre duplice), etc..
Avevano anche proprietà terapeutiche, infatti i quadrati magici venivano considerati come vaccini contro la peste, il colera e altre malattie.

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In Qualunque modo si sommano le cifre di questo quadrato si ottiene sempre 34 anche se si scompone in quattro quadrati minori e si sommano le cifre di ogni quadrato. Questa relazione fra i numeri era la massima estasi di Pitagora, quindi possiamo immaginare quale delusione provò quando, tentando di dividere l'ipotenusa per un suo lato, si accorse che nessun numero conosciuto poteva soddisfare l'operazione e dovette ammettere l'esistenza dei numeri irrazionali. Abbiamo infine la cosmologia. Pitagora introduce un nuovo concetto, secondo le sue teorie la Terra e l'Uomo non sono più al centro dell'universo ma abdicano in favore di "un fuoco centrale" che veniva chiamato La Madre degli Dei. Attorno a questo ruotavano dieci (tetraktys) astri tra cui la Terra, la Luna il Sole e l'Antiterra che era un pianeta del tutto simile al nostro, con la stessa orbita e una posizione diametralmente opposta e quindi sempre nascosta alla nostra vista dietro "il Fuoco Centrale". Al di là dei dieci pianeti si estende lo spazio infinito.


Andrea Corrieri
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