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Il gioco della guerra consiste nella distruzione fisica dell'avversario. Per questo vi ho ordinato di massacrare senza pietà qualsiasi uomo, donna o bambino che non appartenga alla vostra razza. Così soltanto potremo ottenere lo spazio fisico che ci abbisogna
A.Hitler Mein Kampf
Braunau, Austria 1889 - Berlino 1945
Figlio di un piccolo funzionario asburgico, crebbe in un ambiente piccolo-borghese di provincia. Nel 1905 abbandonò gli studi tecnici e cominciò a ricevere le prime suggestioni nazionalistico- romantiche dall'ascolto delle opere wagneriane e dalla lettura di Nietzsche. Nel 1907 si stabilì a Vienna, dove sprezzando ogni lavoro regolare visse di stenti e di espedienti. Ostilità contro l'egualitarismo socialista, odio antisemitico, senso esasperato della superiorità degli Herrenmenschen (dominatori), tutti fondamenti del pensiero del futuro Fuhrer, trovarono fertile terreno di sviluppo nell'esperienza viennese di vita ai margini della società. Trasferitosi nel 1913 a Monaco vi continuò la vita di prima, fino a quando, scoppiata la guerra, si arruolò volontario. Fu ferito e decorato. L'odio antisocialista e l'esaltazione nazionalistica trassero maggior vigore dall'atteggiamento dei socialdemocratici verso la guerra e poi dalla cocente delusione della disfatta. La firma della pace da parte della nuova repubblica governata dai socialdemocratici spinse Hitler a unirsi, tornando a Monaco, allo sparuto gruppo degli aderenti al partito dei lavoratori tedeschi, nel settembre del 1919. Con entusiasmo e tenacia egli si diede a rinnovare i metodi di propaganda e, lasciato l'esercito il 01-04-1920, prese contatto con altri gruppi affini, formando un solo movimento, il Nationalsozialistische deutsche Arbeiter-Partei. Spedizioni punitive contro socialdemocratici e comunisti, comizi incendiari, propaganda martellante contro il governo “traditore” scandirono l'ascesa delle fortune politiche di Hitler, affiancato da Ernst Röhm, l'organizzatore delle SA ( Sturm Abteilungen , squadre d'assalto), Rudolf Hess, Hermann Göring, Alfred Rosenberg. La gravissima crisi dell'inflazione e la precaria situazione internazionale della repubblica di Weimar convinsero Hitler della possibilità di impadronirsi con la forza del governo del Land bavarese. Scatenò una rivolta l'8/9-11-1923, il cui insuccesso persuase Hitler, arrestato e condannato, della necessità di adottare un metodo di apparente legalità: la “conquista dall'interno” dello stato. Nel dicembre 1924 fu liberato di prigione e pubblicò il Mein Kampf, scritto in carcere. Questo libro inspirò la ricostituzione, nel febbraio 1925, del partito nazista, che Hitler sottopose al suo controllo personale. Le conseguenze della crisi economica mondiale del 1929, il tracollo del marco e la spaventosa disoccupazione permisero di allargare i consensi popolari al partito. Voltosi con spregiudicatezza a cercare l'appoggio delle forze conservatrici dell'alta finanza e della grande industria, Hitler seppe con ogni tipo di pressione ottenere nelle elezioni del 1930, in una situazione di generale instabilità, 6 milioni e mezzo di voti, portando il partito nazista a essere il secondo del Reich.
La presa del potere Nel 1932 il 37% degli elettori giunse a votare per i nazisti. Intanto Hitler si assicurava simpatie nell'esercito, si perfezionavano metodi e strutture delle organizzazioni paramilitari naziste, le SA di Rohm, le SS di Himmler. Gli errori del cancelliere Bruning e del presidente Hindenburg favorirono l'accrescersi della convinzione nell'opinione pubblica che Hitler fosse il solo “uomo forte” capace di formare un governo non immobilizzato dai contrasti tra le forze del parlamento. La rivalità tra il cancelliere von Papen, succeduto nel maggio 1932 a Bruning, e il generale von Schleicher, divenuto cancelliere il 2-12-1932, favorì inaspettatamente, verso la fine dell'anno e i primi del 1933, l'ascesa di Hitler. Ottenuto il favore del generale Blomberg e con lui delle sfere militari, Hitler riuscì il 30-01-1933 a ottenere da Hindenburg l'incarico del cancellierato. Morto Hindenburg il 02-08-1934, Hitler assunse anche la carica di presidente, che si fece confermare con un plebiscito.
Il regime nazista Ormai la vicenda personale di Hitler coincideva con la storia dell'intera Germania. Hitler si impadronì degli organi principali del paese e perfezionò con i metodi più violenti e spregiudicati l'assoggettamento di tutto il Reich. In politica interna si servì di collaboratori fidati, eliminando spietatamente tutti coloro che gli creavano difficoltà. Tipica la sanguinosa liquidazione di Rohm e della SA nella “notte dei lunghi coltelli” (30-06-1934). In politica estera egli applicò i metodi dell'azione di sorpresa e dell'intimidazione, gli stessi che gli avevano concesso il successo all'interno, e tentò di attuare con inflessibile coerenza la tesi dello “spazio vitale” e della dominazione mondiale dell' “ariano” popolo germanico. Anche l'esercito fu gradualmente assoggettato da Hitler che assurse così a Fuhrer, dittatore assoluto. Ogni spazio di dissenso venne eliminato con i metodi più brutali. Gli ebrei vennero colpiti da una legislazione fondata sui principi del razzismo enunciato da Hitler nel Mein Kampf , fino alla loro deportazione in massa nei campi di concentramento per lo sterminio. L'isterica presunzione di infallibilità e l'assoluto rifiuto di ogni collaborazione critica lo spinsero a gettare la Germania nel baratro della guerra e a passare in essa dalla fase dei grandi successi politici e strategici nel 1940-42, a quella delle gravi e clamorose sconfitte e delle barbariche violenze degli anni seguenti. Dopo essere sfuggito a due attentati (1943 e 1944) progettati da alti ufficiali dell'esercito il suicidio finale di Hitler, compiuto il 30-04-1945 nei sotterranei della cancelleria di Berlino, alla vigilia della caduta della città sotto l'assalto sovietico, sembrò suggellare la più sconvolgente vicenda di una persona e di un popolo nella storia. Nel sottrarsi con quell'atto al redde rationem , Hitler, come rivela il suo testamento, non mancò di rigettare la colpa della sconfitta tedesca sugli altri, in primo luogo sull'ebraismo, sullo stato maggiore dell'esercito e sull'intero popolo tedesco.
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