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Non si può descrivere Auschwitz, non ci sono parole che possano bastare! Ad Auschwitz si viveva camminando in mezzo ai morti, tutti i giorni si moriva e non sapevi mai quando sarebbe toccato a te...
Elisa Springer
È sabato, gli ebrei del ghetto di Roma, vengono svegliati dalle prepotenti urla dei militari di Adolf Hitler. Le SS irrompono in ogni casa, portano via uomini e donne, vecchi e bambini, ragazze incinte e malati gravi, nessun ebreo può essere salvato dalla deportazione. Fino a quel momento nella città del Papa, gli ebrei, anche dopo essere stati estromessi da ogni carica pubblica e registrati scrupolosamente da appositi uffici fascisti, avevano la speranza di essere salvati dalla vergognosa deportazione che il terzo reich stava portando avanti nel resto d'europa. Pochi giorni prima di quel sabato, infatti, erano stati consegnati nelle mani dei tedeschi, come da loro richiesta 50 chili d'oro, che dovevano servire a salvare le vite di 12.000 ebrei. Oltre a questo la consapevolezza di avere il Papa vicino, illude gli ebrei che i tedeschi non avrebbero osato ricorrere alla violenza all'ombra del Vaticano. Le notizie che arrivano dal resto d'europa sono ancora poche e confuse, la speranza che i tedeschi mantengano la parola e terminino le violenze è viva nei cuori degli ebrei. Herbert Kappler, incaricato di organizzare la deportazione, aveva però già previsto tutto, e organizzato scrupolosamente il blitz della mattina del 16 ottobre. Il rastrellamento comincia fulmineo e coglie tutti di sorpresa, vengono portate via circa 1000 persone, i fortunati si salvano solo per puro caso, magari perché erano fuori casa. Alle 14 la grande razzia era terminata. Tutti erano stati rinchiusi nel collegio Militare di via della Lungara, Le oltre 30 ore trascorse al Collegio Militare prima del trasferimento alla Stazione Tiburtina furono di grande sofferenza, anche perché gli arrestati non avevano ricevuto cibo. Tra di loro c'erano 207 bambini. Il 18 ottobre, vengono trasferiti alla stazione tiburtina, dove 18 carri bestiame, sono pronti a partire per condurli verso Auschwitz. Il viaggio è penoso, a bordo dei carri bestiame, gli ebrei vengono trattati peggio delle bestie, ricevono acqua solo dopo 28 ore di viaggio, grazie alla reazione dei militari italiani presenti sui convogli. Dopo 8 giorni, il convoglio arriva al campo di concentramento, dove circa 400 uomini vengono mandati alle camere a gas, e gli altri smistati in altri centri. Dei oltre 1000, ne ritornano solo 15, tra cui solo una donna, Settimia Spizzichino. La tragedia di Auschwitz è rimasta come una delle pagine più nere della storia dell'uomo. Roma fu liberata il 4 giugno 1944 e la capitolazione finale di tedeschi e fascisti si ebbe il 2 maggio 1945. Nel 1946, le vittime accertate per deportazioni da tutta Italia furono settemilacinquecento e quelle per massacri mille
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